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Storia degli alpini

Le origini degli Alpini sono molto antiche: nel corso della storia gli abitanti delle Alpi si sono sempre dimostrati soldati fieri e forti nella difesa della loro terra, basti pensare alle Legioni Alpine dell’Antica Roma, o nei secoli seguenti ai temibili combattenti Cimbri nell’Altopiano di Asiago, alle Milizie di Autodifesa che spontaneamente sorsero nel Cadore, in Carnia, in Trentino e in molte altre zone alpine, o ancora alle Milizie Valdesi in Piemonte e alle Cernide nei territori della Serenissima.
Il Corpo nacque ufficialmente nel 1872 quando, completato il processo di unità nazionale, il Regno d’Italia si trovava ad affrontare il problema della difesa dei propri confini terrestri, che coincidevano quasi interamente con l’arco alpino. L’allora capitano Giuseppe Perrucchetti, considerato il “padre degli Alpini”, propose di affidare la difesa dei valichi di montagna a soldati reclutati sul luogo, che avrebbero permesso un’efficace difesa grazie alla conoscenza perfetta della zona d’impiego.La proposta fu accolta e così nel 1872 furono create le prime 15 Compagnie Alpine, ciascuna composta da uomini provenienti dalla stessa vallata. Il reclutamento locale, oltre a fornire uomini già abituati alla dura vita in montagna, era un forte elemento di coesione, che determinò fin da allora l’elevato spirito di corpo delle Truppe Alpine.
Le dimensioni del Corpo degli Alpini crebbero ben presto, tanto che nel 1873 le Compagnie furono portate a 23, nel 1875 furono costituiti 10 Battaglioni per un totale di 36 Compagnie, mentre nel 1882 furono costituiti i primi 6 Reggimenti (su 3/4 Battaglioni), che divennero 7 nel 1887 e 8 nel 1910. Nel 1887 nasce l’Artiglieria da Montagna, specialità di Artiglieria in grado di operare in alta montagna per fornire l’adeguato supporto di fuoco agli Alpini.
Nati per la difesa delle Alpi, gli Alpini ebbero il loro battesimo di fuoco in Africa, durante la Campagna d’Eritrea del 1887-88. Negli anni seguenti gli Alpini furono ancora impiegati in terra d’Africa in occasione della II Campagna d’Eritrea del 1896-97 e della Guerra di Libia del 1911, dando prova di valore e di non comune capacità di adattamento.
Durante la Grande Guerra del 1915-18 le Truppe Alpine raggiunsero il loro massimo sviluppo, arrivando a contare ben 88 Battaglioni per un totale di 274 Compagnie e 67 Gruppi di Artiglieria da Montagna per totali 175 Batterie. Gli Alpini furono i protagonisti di un conflitto che si combattè quasi interamente sulle Alpi e, su tutti i fronti, dai ghiacciai dell’Adamello alle crode dolomitiche, dal Carso al Monte Grappa, dagli Altipiani al Piave, dimostrarono il loro valore, come testimoniano gli oltre 35.000 caduti e 85.000 feriti.Negli anni ’30 la difesa dei confini fu attribuita al nuovo corpo della Guardia alla Frontiera, mentre per gli Alpini fu previsto l’impiego ovunque ve ne fosse necessità, anche in azioni offensive e al di fuori del teatro alpino: a tale scopo nel 1934 furono costituite le Divisioni Alpine “Taurinense”, “Tridentina”, “Julia” e “Cuneense”, cui si aggiunse la “Pusteria” nel 1935. Ogni Divisione aveva in organico anche unità del Genio e dei Servizi Logistici: nacquero così i supporti delle Truppe Alpine, che si affiancarono agli Alpini e all’Artiglieria da Montagna.Gli anni 1935-36 videro gli Alpini ancora impegnati in Africa e precisamente in Etiopia, dove la Divisione “Pusteria” partecipò alle operazioni per la conquista dell’Impero. Unità alpine parteciparono anche alla Guerra di Spagna, vestendo l’uniforme del Tercio Etranjero.La II Guerra Mondiale vide gli Alpini impegnati inizialmente sul Fronte Alpino Occidentale, quindi le Divisioni “Cuneense”, “Tridentina” e “Pusteria” furono spostate sul Fronte Greco-Albanese dove era già presente la “Julia”. Nel 1942 fu inviato sul Fronte Russo un Corpo d’Armata Alpino, composto dalle Divisione “Cuneense”, “Tridentina” e “Julia”. Dopo aver partecipato alla difesa del Don, il Corpo d’Armata Alpino, circondato dall’Armata Rossa, fu costretto a ripiegare con una lunghissima marcia tra le gelide pianure russe ed aprirsi la strada con epici combattimenti.

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 troviamo unità alpine su entrambi gli schieramenti contrapposti. Al Nord, sotto le insegne della RSI (Repubblica Sociale Italiana) fu costituita la Divisione “Monterosa” cui si aggiunsero altre unità alpine inquadrate nella Divisione “Littorio”, o autonome, come il Btg. Guastatori Alpini “Valanga” della X MAS. Al Sud, nel ricostituito Regio Esercito, le Penne Nere erano rappresentate dai Battaglioni “Piemonte” e “L’Aquila”. Numerosi furono anche gli alpini che confluirono nelle formazioni partigiane.
Nel dopoguerra l’adesione dell’Italia alla NATO diede il via alla ricostituzione dell’Esercito. Le Truppe Alpine furono portate a cinque Brigate:Taurinense, di stanza in Piemonte, con il comando a Torino e i reparti in Val Chisone, Val di Susa e nel Cuneese; bacino di reclutamento in Piemonte, Valle d’Aosta, nel Piacentino e nelle zone appenniniche della Liguria e della Toscana;Orobica, di stanza nell’Alto Adige occidentale, con il comando a Merano ed i reparti in Val Venosta e Valle Isaro, bacino di reclutamento in Lombardia;Tridentina, di stanza nell’Alto Adige orientale, con il comando a Bressanone ed i reparti in Val Pusteria e Valle Isarco, bacino di reclutamento in Trentino Alto Adige e nella provincia di Verona;Cadore, di stanza in Veneto, con il comando a Belluno ed i reparti nel Cadore; bacino di reclutamento nelle province di Belluno e di Vicenza e nelle zone appenniniche dell’Emilia Romagna;Julia, di stanza in Friuli, con il comando a Udine e i reparti in Carnia (un battaglione, “L’Aquila”, distaccato in Abruzzo); bacino di reclutamento in provincia di Treviso, in Friuli Venezia Giulia e in Abruzzo.La Guardia alla Frontiera fu assorbita dalle Truppe Alpine, dando vita alla specialità degli Alpini d’Arresto. Negli anni ’50 nacquero gli Alpini Paracadutisti, specialità nella specialità, che tutt’ora rappresentano l’elite delle Truppe Alpine. Altra novità fu l’istituzione dei CAR, centri addestramento reclute, per la formazione iniziale delle reclute di leva.
Le Brigate Alpine erano riunite nel 4° Corpo d’Armata Alpino, che comprendeva anche unità di supporto di Cavalleria, Artiglieria, Genio, Trasmissioni, Aviazione Leggera e Servizi. Compito del 4° Corpo d’Armata era la difesa del settore alpino nord-orientale in caso di un attaccco sferrato dalle forze del Patto di Varsavia. Dalle Truppe Alpine era inoltre tratto il Contingente “Cuneense”, che costituiva la componente italiana assegnata alla AMF (Forza Mobile Alleata) della NATO.Nei primi anni ’90, con il venire meno della minaccia sovietica, venne avviato il processo di ristrutturazione dell’Esercito, che comportò per le Truppe Alpine la soppressione di gloriosi reparti, tra i quali anche le Brigate “Orobica” e “Cadore”. Nel 1997 il 4° Corpo d’Armata Alpino fu trasformato in Comando Truppe Alpine, su tre Brigate (“Taurinense”, “Tridentina” e “Julia”), che divennero due nel 2002 in seguito alla soppressione della “Tridentina”.

A partire dagli anni ’90 inizia l’impegno delle Truppe Alpine nelle missioni internazionali: Mozambico, Albania, Bosnia, Kosovo sono i principali teatri che hanno visto operare le Penne Nere. Se da un lato ciò ha permesso di apprezzare gli Alpini a livello internazionale, dall’altro ha comportato la riduzione dell’addestramento prettamente alpino. Un ulteriore snaturamento delle Truppe Alpine si è avuto con l’abolizione della leva obbligatoria, avvenuta nel 2005, che ha determinato la fine del reclutamento regionale, storico elemento di coesione delle Penne Nere.Arriviamo così ai giorni nostri, dove gli Alpini costituiscono ancora una delle specialità di punta del nostro Esercito. Le Penne Nere, riunite nel Comando Truppe Alpine, articolato su due Brigate (Taurinense e Julia) più i supporti,  sono una fanteria scelta, leggera e flessibile, prontamente impiegabile ovunque se ne presenti la necessità. Libano, Iraq, ma soprattutto Afghanistan, sono stati gli scenari che in tempi recenti hanno visto gli Alpini impiegati, dopo decenni di pace, di nuovo in combattimento.
Cronologia degli eventi storici cui hanno partecipato gli Alpini:1883 Incendio di Bersezio1887-1896 Campagne d’Africa (Eritrea)1900-1901 Spedizione in Estremo Oriente (Tien Tsin)1911-1914 Campagna di Libia1915-1918 Grande Guerra: Isonzo, Monte Nero, Adamello, Lagazuoi, Marmolada, Col di Lana, Pasubio, Ortigara, Piave, Grappa, Vittorio Veneto1919 Spedizione di Fiume
1923 Allagamenti di Gleno, Edolo e Darfo (Lago di Gleno)1935-1937 Campagna in Africa Orientale (Abissinia)1936-1938 Guerra di Spagna1939 Occupazione dell’Albania1940-1941 II Guerra Mondiale: Campagna delle Alpi (Francia), Campagna di Grecia, Occupazione della Jugoslavia1942-1943 II Guerra Mondiale: Campagna di Russia1943-1945 II Guerra Mondiale: Campagna di Liberazione
1957 Alluvione del Piemonte1961-1967 Alto Adige (antiterrorismo)1963 Disastro del Vajont1966 Alluvioni nelle Alpi centro-orientali1969 Alluvioni del Bellunese1976-1977 Terremoto del Friuli1980-1981 Terremoto dell’Irpinia1981 Alluvione di Salorno1985 Disastro della Val di Stava1987 Alluvione della Valtellina1991 Missione “Airone” (Kurdistan)1992 Operazione “Forza Paris” (Sardegna)1992-1998 Operazione “Vespri Siciliani” (Sicilia)1993-1994 Missione “Albatross” (Mozambico)1994 Alluvione del Piemonte1994-1995 Operazione “Riace” (Calabria)1995-2004 Missione “Sfor” (Bosnia)1997-1999 Missione “Alba” (Albania)1999 Missione “Kfor” (Kosovo) tutt’ora in corso
2000 Alluvione del Piemonte2001 Operazione “Domino” (antiterrorismo) tutt’ora in corso2002 Missione “Amber Fox” Macedonia2003 Missione “Nibbio” Afghanistan tutt’ora in corso2003-2011 Missione “Antica Babilonia” Iraq2006 Missione “Leonte” Libano tutt’ora in corso2009 Terremoto dell’Abruzzo2010 Emergenza umanitaria Haiti2011 Operazione “Strade Sicure” (ordine pubblico) tutt’ora in corso
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